Guida pratica ELAXO · aggiornata ad agosto 2026

Il PDRN è passato in pochi anni dagli studi di medicina estetica agli scaffali. Con l'esplosione della domanda sono arrivati anche molti prodotti che ne parlano senza averne davvero. Questa guida serve a farti scegliere con criterio, anche se non compri da noi.

1. Verifica che il PDRN sia davvero nell'INCI

L'INCI è la lista ingredienti obbligatoria per legge, in ordine decrescente di quantità. Il PDRN vi compare come Sodium DNA.

Se in etichetta leggi "PDRN" in grande ma nell'INCI non trovi Sodium DNA, il prodotto non contiene PDRN. Attenzione anche alla posizione: se compare in fondo alla lista, dopo i conservanti, la quantità è simbolica.

Cosa fare: cerca "Sodium DNA" nell'INCI e guarda dove si trova. Nella prima metà della lista è un buon segno. Se non hai dimestichezza, abbiamo spiegato come si legge un INCI partendo da zero.

2. Chiedi l'origine — e diffida di chi dice "vegano"

Il PDRN cosmetico si estrae quasi sempre dal DNA di salmone o trota. È la sua origine naturale, ed è il motivo per cui funziona: la sua struttura è altamente compatibile con quella umana.

Quando un brand dichiara un "PDRN vegano" di solito sta parlando di polinucleotidi di origine vegetale o di sintesi: molecole diverse, con una storia di studi diversa. Non sono la stessa cosa, anche se il marketing le accosta. Qui la differenza per esteso →

Cosa fare: chiedi esplicitamente l'origine. Un brand serio risponde senza giri di parole.

3. Guarda cosa c'è INSIEME al PDRN

Il PDRN da solo fa meno di quanto potrebbe. Le formule migliori lo affiancano ad attivi che lavorano su fronti diversi:

  • Esosomi — vescicole che veicolano segnali tra le cellule: migliorano l'efficacia degli altri attivi
  • Peptidi — agiscono sulle rughe d'espressione
  • Attivi fermentati — contribuiscono a idratazione, comfort e luminosità
  • Antiossidanti — contrastano l'effetto dei radicali liberi

Cosa fare: un siero con PDRN + esosomi + peptidi vale più di tre prodotti separati, e costa meno. Come funziona la fermentazione in cosmetica →

4. Controlla dove è prodotto

Un cosmetico venduto in Unione Europea deve rispettare il Regolamento 1223/2009: notifica CPNP, dossier di sicurezza (PIF), una Persona Responsabile identificabile.

I prodotti acquistati su marketplace extra-UE spesso saltano questi passaggi. Non significa che siano pericolosi, ma nessuno risponde legalmente se qualcosa va storto. Perché la catena di responsabilità conta →

Cosa fare: cerca le certificazioni del laboratorio — ISO 9001 (gestione) e ISO 22716 (GMP, buone pratiche di fabbricazione cosmetica). Sono verificabili.

5. Diffida dei claim troppo belli

In Europa il Regolamento 655/2013 stabilisce che i claim cosmetici devono essere veritieri e dimostrabili. Alcune frasi sono vietate perché promettono effetti da farmaco:

🚩 Campanello d'allarme ✅ Formulazione corretta
"Effetto botox" "Leviga visibilmente le rughe d'espressione"
"Rigenera le cellule" "Sostiene il rinnovamento dell'aspetto cutaneo"
"Elimina le rughe" "Riduce visibilmente la profondità delle rughe"
"Risultati garantiti in 7 giorni" "Con l'uso costante la pelle appare progressivamente più uniforme"

Vale anche per le date che sembrano prudenti: qualunque promessa a scadenza va dimostrata con un test sul prodotto finito. Se un brand ti dà un numero di settimane, chiedigli su quale studio lo basa.

Cosa fare: se un brand promette miracoli in una settimana, sta vendendo un'aspettativa, non un cosmetico.

6. Valuta il prezzo per applicazione, non il prezzo sull'etichetta

Un siero da 30 ml con 2-3 gocce due volte al giorno dura circa quattro mesi.

  • Siero da 30 € → circa 0,25 € al giorno
  • Siero da 89 € → circa 0,74 € al giorno
  • Siero da 200 € → circa 1,67 € al giorno

La differenza di prezzo riflette la concentrazione degli attivi, la qualità del packaging (il vetro protegge meglio della plastica) e i controlli di produzione.

Confronta sempre la durata con il PAO, il simbolo del vasetto aperto: se il flacone dura più dei mesi indicati, l'ultima parte non andrebbe usata e il costo reale sale.

Cosa fare: dividi il prezzo per i giorni di durata effettiva. Poi decidi se quel numero ha senso per te.


La checklist, in breve

  1. ☐ "Sodium DNA" compare nell'INCI, nella prima metà della lista
  2. ☐ L'origine del PDRN è dichiarata apertamente
  3. ☐ Ci sono attivi complementari (esosomi, peptidi, fermentati)
  4. ☐ Il laboratorio è certificato ISO 9001 e ISO 22716 (GMP)
  5. ☐ I claim sono misurati, non miracolosi
  6. ☐ Il costo per giorno è sostenibile per te

Le tre domande da fare a qualsiasi brand

  1. "Da dove viene il vostro PDRN?"
  2. "Mi mandate l'INCI completo?"
  3. "Dove è prodotto e con quali certificazioni?"

Un brand che risponde a tutte e tre in modo diretto merita la tua fiducia. Chi si nasconde dietro il marketing, no.


Domande frequenti

Il PDRN si può usare tutti i giorni?

Sì. A differenza di attivi come il retinolo, il PDRN non fotosensibilizza e non richiede un periodo di adattamento, quindi si usa mattina e sera tutto l'anno. Controindicazioni ed effetti collaterali →

Il PDRN si può abbinare a retinolo, vitamina C o acidi?

In generale sì, ma conta l'ordine e il momento della giornata. Ne abbiamo scritto qui →

Un siero al PDRN sostituisce la biorivitalizzazione?

No, e nessun cosmetico topico può farlo: la biorivitalizzazione è una procedura iniettiva eseguita da un medico, con un meccanismo diverso. Un cosmetico lavora sulla superficie. Quanto costa davvero una seduta →

PDRN e polinucleotidi sono la stessa cosa?

Sono parenti, non sinonimi. La differenza spiegata →


Una nota su di noi. ELAXO nasce in Sardegna dall'idea di due fratelli. Formuliamo in Italia. Il nostro PDRN è di origine marina — per questo non definiamo i nostri prodotti vegani, anche se sarebbe più comodo dirlo. Gli esosomi delle nostre formule sono invece di origine vegetale.

Abbiamo scritto questa guida con i criteri che useremmo noi da clienti. Se ti è utile, il nostro lavoro è fatto.

Alessio & Elena — Fondatori ELAXO


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